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Specializzanda ma mai pagata, ora otterrà un maxirimborso.

Da lustri lavora come ginecologa al Policlinico, ha visitato decine di donne ed ha anche fato nascere tanti bimbi. Una lunga esperienza quella della dottoressa Maria Vita Pantaleo che, coi suoi 58 anni, è ormai piuttosto prossima alla pensione. Proprio ora, però, grazie ad una sentenza della terza sezione della Cassazione, potrà incassare gli stipendi che mai ha ricevuto quando era ancora una giovane specializzanda, oltre vent’anni fa. I giudici, accogliendo le tesi del suo avvocato, Giorgio Milazzo, hanno infatti condannato la presidenza del consiglio dei ministri ed il ministero dell’università al pagamento in suo favore di 100 mila euro, compresi gli interessi legali e la rivalutazione monetaria. Perché lo Stato, come ha stabilito la sentenza, tra il 1982 ed il 1991, è stato inadempiente nell’obbligo di recepire le direttive europee che prevedevano la retribuzione degli specializzandi in medicina. Dieci giorni di tempo per il versamento, altrimenti scatteranno i pignoramenti nelle sedi governative. Si tratta di una decisione che costituisce un importante precedente e che potrebbe ora diventare un caso politico: sono centinaia i medici in tutta Italia che potrebbero ora appellarsi alla sentenza (senza contare quelli che hanno già avviato una causa contro lo Stato). In pratica, in base alle norme europee che avrebbero dovuto essere recepite nel nostro ordinamento, gli specializzandi avrebbero dovuto ricevere circa 21 milioni e mezzo di vecchie lire all’anno. Quelli come la dottoressa Pantaleo che, dopo essersi laureata a Palermo ha deciso di specializzarsi a Genova, hanno invece lavorato gratuitamente. Finora, nei vari processi (alcuni dei quali giunti anche in Cassazione) è prevalsa la tesi della prescrizione del diritto. Tant’è che in primo grado, il tribunale di Genova (competente per territorio) aveva stabilito che la dottoressa Pantaleo non avesse diritto alle retribuzioni. In appello, però, la sentenza è stata ribaltata: non essendo mai stato  concesso quel diritto, non era possibile stabilire un termine di prescrizione. Tesi confermata dalla Cassazione.

Medicina, posti aggiuntivi per specializzandi

Incassate le assicurazioni dell'assessore regionale alla Salute Massimo Russo su un adeguato stanziamento di risorse, l'Università di Catania ha deciso di dare il via libera all'inserimento dei posti aggiuntivi con borsa di studio regionale nel bando 2010/2011 delle proprie Scuole di specializzazione medico-chirurgica, che si aggiungono a quelli già finanziati con fondi ministeriali. Lo ha reso noto il rettore Antonino Recca nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri in rettorato, alla presenza, tra gli altri, del dott. Giovanni Bocchieri, capo della segreteria tecnica del ministro Maria Stella Gelmini, e componente del Collegio dei revisori dei conti dell'Ateneo catanese.
«Abbiamo appena ricevuto una nota ufficiale dell'assessore Russo - ha annunciato il rettore - con la quale ci viene assicurato il pagamento delle risorse relative alle borse da inserire nel nuovo bando e a quelle già in corso, attraverso l'utilizzo di fondi del bilancio regionale per l'esercizio finanziario 2011. Tale stanziamento ci consentirà di pagare i contratti attivati negli anni precedenti e di attivare 59 contratti aggiuntivi per l'anno in corso. Inoltre, ci giungono, da fonti parlamentari, notizie circa l'avvenuta approvazione all'unanimità da parte dell'Ars di un emendamento che destina 7 milioni di euro a titolo di rateizzazione del debito pregresso, relativo al rimborso delle ingenti somme (oltre 20 milioni di euro) complessivamente anticipate negli anni scorsi dalle Università di Catania Messina e Palermo. Altri 7 milioni dovrebbero giungere attraverso una prossima variazione di bilancio».
«Senza queste notizie certe su un rientro almeno parziale del debito pregresso, così come stabiliva il deliberato degli organi di governo dell'Ateneo - ha precisato il rettore - non sarei stato in grado di firmare il decreto che dà il via libera a questi contratti aggiuntivi regionali di formazione medico-specialistica. E proprio oggi era l'ultimo giorno utile».
Il rettore Recca ha infine voluto sottolineare la politica di "rigoroso controllo dei bilanci adottata dall'Ateneo di Catania, sollecitata dal Collegio dei revisori dei conti". «Bilanci - ha aggiunto - che purtroppo anche quest'anno soffriranno a causa di debiti non esigibili quali quelli derivanti dalla politica del decentramento universitario adottata in passato, che è costata quasi 50 milioni, che inevitabilmente appesantiranno la vita delle nostre strutture universitarie a vari livelli».
Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il prorettore Maria Luisa Carnazza, il direttore amministrativo Lucio Maggio, il vicepreside della facoltà di Medicina e Chirurgia Riccardo Noto, il senatore accademico Andrea Mangiameli, i consiglieri di amministrazione Agostino Serra, Salvatore Signorelli e Maria Antonietta Toscano, tutti rappresentanti della stessa facoltà negli organi collegiali d'Ateneo.

21/05/2011

Il futuro degli specializzandi

Il futuro degli specializzandi di Medicina, domani mattina conferenza stampa al Rettorato.
Quali decisioni attendono le Scuole di specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania, e in particolare tutti quei laureati che aspirano ad accedere alle Scuole mediche etnee tramite le borse aggiuntive della Regione Siciliana?
Il rettore dell'Ateneo catanese Antonino Recca illustrerà - nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi venerdì 20, alle 12, nella sede del rettorato - le ultime novità su questa vicenda, che riguarda anche i laureati delle Università di Palermo e Messina, anche alla luce delle recenti notizie sui provvedimenti che la Regione ha comunicato di voler adottare per garantire il rimborso delle ingenti somme (oltre 20 milioni di euro) anticipate negli anni scorsi dai tre atenei siciliani, ed assicurare la copertura economica per le borse di specializzazione medico-chirurgica regionali per l'anno accademico in corso.
All'incontro interverranno anche il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia Francesco Basile, il senatore accademico Andrea Mangiameli, i consiglieri di amministrazione Vincenzo Perciavalle, Agostino Serra, Salvatore Signorelli e Maria Antonietta Toscano, tutti rappresentanti della stessa facoltà negli organi collegiali d'Ateneo.

FINANZIATI I CONTRATTI AGGIUNTIVI REGIONALE

Trova soluzione l’odissea di centinaia di Giovani Medici aspiranti specializzandi per il corrente a.a. 2010/2011. Infatti, il Ddl sulla Formazione, approvato dall’ARS in data 18 maggio 2011, contiene un articolo che stanzia 7 milioni di euro a parziale risarcimento del debito milionario contratto dalla Regione con le Università di Catania, Messina e Palermo, a seguito del mancato adeguamento del Capitolo del Bilancio Regionale in corrispondenza della conversione, con legge nazionale, delle ex borse di studio in più onerosi contratti di formazione medico specialistica. Alla luce della sopraggiunta disponibilità di tali somme, le Università hanno dato il via libera alla messa a concorso per il corrente anno accademico di un totale di 166 contratti (64 Palermo, 59 Catania e 43 Messina), che saranno attribuiti a seguito del concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione le cui prove avranno avvio a partire dal 6 giugno 2011. L’assegnazione dei contratti per tipologia di specializzazione è stata proposta dall’Osservatorio Regionale della Formazione Medico Specialistica sulla base dei seguenti criteri: 1) linee di indirizzo del PSR 2011-2013; 2) potenziale formativo documentato dalle singole scuole di specializzazione; 3) fabbisogno di professionalità specialistiche documentato dalla Regione.
Esprimono soddisfazione il Comitato Regionale aspiranti specializzandi e le Sedi SIGM di Catania, Palermo e Messina, promotori della mobilitazione regionale che si è tradotta in un sit in autorizzato di fronte a Palazzo dei Normanni in data 14 aprile 2011. <<Ancora una volta le Istituzioni Regionali dimostrano grande attenzione nei confronti della formazione dei giovani medici, garantendo continuità nella dotazione prospettica alla sanità siciliana di professionalità specialistiche, a fronte della previsione di una carenza di professionalità mediche documentata per tutto il territorio nazionale nel prossimo decennio>> - dichiarano i Giovani Medici responsabili delle Sedi siciliane del SIGM,Claudio CostantinoAntonio Carnì e Gianluca Albanese
<<Ringraziamo i vertici e gli Uffici dell’Assessorato Regionale della Salute, unitamente all’Assessore Russo ed al suo Gabinetto, per l’impegno profuso a sostegno della nostra causa>> – affermano in rappresentanza degli aspiranti specializzandi siciliani, Salvatore ParisiDomenica Vadalà e Santi Mangiafico – Rivolgiamo al pari un sentito ringraziamento al Presidente Laccoto ed alla VI Commissione nella sua interezza, per avere individuato e sostenuto in sede legislativa il percorso che ha permesso di porre soluzione alla vertenza>>.

NB: lo schema di attribuzione dei contratti regionali sarà pubblicato sul Portale dei Giovani Medici (www.giovanemedico.it) sulle Pagine di Catania, Messina e Palermo


La Sede SIGM SIMS CATANIA 
Filippo Sanfilippo (Presidente - Catania) 3289178766
Flavio Arcerito (Amministratore - Catania, CdA UniCT) 3332242035
Graziana Cassisi (Segretario - Catania) 3204559666
Gianluca Albanese (Amministratore Nazionale) 3289368395
Giuseppe Caltabiano (Consigliere di Facoltà - Med e Chirurgia)
Santi Mangiafico (Responsabile Comitato Aspiranti Specializzandi Catania 2010/11)

S. Arria, F. Attinà, F. Bruno, C. Cassisi, G. Fede, L. Liardo, G. Mattone, E. Minona, G. Piccolo, I. Platania, V. Privitera, E. Rizzo, G. Salerno, F. Scarfia (Consiglieri - Catania)

Scuole di specializzazione, sì ai parenti dei prof

Medicina, il Tar accoglie il ricorso di uno specializzando escluso dal concorso

Al concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione dell'area medica dell'Università di Catania potranno partecipare anche «quei candidati che si trovino in relazione di parentela o di affinità fino al quarto grado compreso con un professore di prima o di seconda fascia appartenente alla facoltà di Medicina e chirurgia ovvero con il rettore o con un componente del Consiglio di amministrazione dell'Ateneo».
E' quanto ha stabilito ieri la terza sezione del Tar di Catania, presieduta da Calogero Ferlisi, accogliendo un ricorso proposto dal dott. Stefano Cianci contro una clausola introdotta nel bando per l'a.a. 2010-2011 dell'Ateneo catanese che - ispirandosi ai dettami contenuti nell'art. 18 comma 1 lettera c) della legge 240/2010 (le cosiddette norme 'anti-parentopoli' della Riforma Gelmini) e secondo un'interpretazione che trovava riscontro anche in un apposito parere dell'Avvocatura distrettuale dello Stato - non consente la partecipazione al concorso dei candidati che abbiano un grado di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura interessata ovvero con il rettore, il direttore generale o un componente del consiglio di amministrazione dell'ateneo.
Ciò poiché, secondo l'Avvocatura dello Stato, occorreva includere nelle ipotesi di cui alla lettera c), 1 comma, dell'art. 18, oltre alla fattispecie del reclutamento dei docenti, anche «tutte le tipologie di rapporti nei quali, a fronte di un'attività di ricerca, studio, collaborazione o lavoro specializzante, scaturisse l'obbligo per l'Università di corrispondere al privato una borsa di studio o un contributo economico diversamente denominato».
Il Tar - con propria sentenza - ha ritenuto di annullare questa clausola, stabilendo, invece, che «la disposizione normativa posta a sostegno del bando impugnato "in parte qua", si riferisce esclusivamente alla chiamata dei professori e risponde all'esigenza, costituente la ratio della norma, di impedire la possibilità di chiamata diretta per quei professori di prima e seconda fascia che abbiano conseguito l'abilitazione nazionale, legati da rapporti di parentela o di affinità con professori appartenenti al dipartimento».
La sentenza del Tar esclude, inoltre, che il rapporto che si viene ad instaurare tra l'università e il candidato ammesso alla scuola di specializzazione rientri in alcuna delle ipotesi elencate dall'art. 18 della riforma Gelmini, «poiché assolutamente estraneo alla disciplina del reclutamento del personale accademico, in quanto finalizzato esclusivamente all'acquisizione della capacità professionale inerente alla specializzazione medica che si vuole frequentare e non connesso in alcun modo ad un corso di dottorato di ricerca, ai sensi dell'art. 19 della legge 240/10». In base a queste motivazioni, il ricorso è stato pertanto accolto, e il candidato ricorrente è stato ammesso a partecipare al concorso relativo alla scuola di specializzazione d'interesse.
Dal canto suo, l'amministrazione dell'Ateneo catanese dichiara di «accettare l'esito del pronunciamento del Tar, che getta luce - con riferimento alle scuole di specializzazione della facoltà di Medicina e Chirurgia -nell'interpretazione di una norma che aveva visto incerta anche l'Avvocatura dello Stato, e la cui applicazione sembra essere mantenuta per i dottorati di ricerca».


Specializzazioni: TAR Catania ammette a concorso i parenti dei professori universitari

TAR CATANIA AMMETTE A CONCORSO PARENTI PROFESSORI UNIVERSITARI
 
Catania, 13 mag - Al concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione dell'area medica dell'Universita' di Catania potranno partecipare anche "quei candidati che si trovino in relazione di parentela o di affinita', fino al 4* grado compreso, con un professore di prima o di seconda fascia appartenente alla facolta' di Medicina e chirurgia, ovvero con il rettore o con un componente del CdA dell'Ateneo". Il principio e' stato stabilito dalla terza sezione del Tar di Catania, presieduta da Calogero Ferlisi i giudici amministrativi hanno accolto un ricorso proposto da un aspirante specializzando contro una clausola introdotta nel bando per l'anno accademico 2010-2011 dell'Ateneo. Cio' poiche', secondo l'Avvocatura dello Stato, occorreva includere nelle ipotesi tutte le tipologie di rapporti nei quali scaturisse comunque l'obbligo per l'Ateneo di corrispondere al privato una borsa di studio o un contributo economico diversamente denominato. Il Tar con la sentenza ha stabilito che la disposizione normativa posta a sostegno del bando impugnato si riferisce esclusivamente alla chiamata dei professori e risponde all'esigenza di impedire la possibilita' di chiamata diretta per quei professori di prima e seconda fascia che abbiano conseguito l'abilitazione nazionale, legati da rapporti di parentela o di affinita' con professori appartenenti al dipartimento. L'Ateneo catanese ha dichiarato di "accettare l'esito del pronunciamento del Tar, che getta luce - con riferimento alle scuole di specializzazione della facolta' di Medicina e Chirurgia - nell'interpretazione di una norma che aveva visto incerta anche l'Avvocatura dello Stato, e la cui applicazione sembra tuttavia essere mantenuta per i dottorati di ricerca".

Borse di studio specializzandi in medicina: 25 milioni di euro dalla Regione



Palermo - La Commissione bilancio dell'Assemblea regionale ha approvato un emendamento per reperire le somme necessarie per il pagamento delle borse di studio degli specializzandi di medicina. Si tratta del finanziamento regionale delle borse di specializzazione medico-chirurgica, che era stato richiesto ripetutamente dai rettori delle universitá siciliane. In tal modo ai 18 milioni di euro giá disponibili si aggiungeranno con questo emendamento altri 7 milioni, per ciascuno dei prossimi 3 anni, necessari per garantire il rimborso degli oltre 20 milioni di euro anticipati negli anni scorsi dalle Universitá di Catania, Messina e Palermo. Ne dá comunicazione con una nota l'assessorato regionale per l'Economia.

Arriva il finanziamento regionale per le borse di specializzazione. Salve per i prossimi 3 anni.

Sicilia: da commissione Ars ok a somme per specializzandi Medicina
Palermo, 11 mag. - (Adnkronos) - E' stato approvato oggi in commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana un emendamento volto a reperire le somme necessarie per il pagamento delle borse di studio degli specializzandi di medicina. Si tratta del finanziamento regionale delle borse di specializzazione medico-chirurgica, che era stato richiesto ripetutamente dai rettori delle universita' siciliane. In tal modo ai 18 milioni di euro gia' disponibili si aggiungeranno con questo emendamento altri 7 milioni, per ciascuno dei prossimi 3 anni, necessari per garantire il rimborso degli oltre 20 milioni di euro anticipati negli anni scorsi dalle Universita' di Catania, Messina e Palermo. Ne da' comunicazione con una nota l'assessorato regionale per l'Economia.
(11 maggio 2011 ore 21.16)

Specializzandi Medici, questa intesa non piace

Gli specializzandi dell'Ateneo catanese hanno promosso una raccolta di firme per la tutela della categoria, dopo l'accordo fra Regione e Rettori delle Università siciliane, che prevedono tagli del 50% delle risorse. Vi sono circa 5 milioni e 600 mila euro di arretrati, che la Regione deve all'Università etnea per i contratti degli specializzandi di Medicina, motivo per cui l'Ateneo, per il bando 2010/2011, è intenzionato a "cancellare"  una settantina di posti; una riduzione notevole, se si considera che gli specializzandi "pubblici" l'anno scorso erano 213, di cui 149 con fondi statali e 64 regionali. Gregorio Lo Giudice, rappresentante degli specializzandi nel Cda dell'Ersu: <<Ciò che chiediamo è che la Regione adempia progressivamente al ripianamento del debito. Qualora si dovesse evidenziare che la stessa non abbia una tale disponibilità economica o non manifesti la necessaria volonta ad assolvere al suo debito, chiediamo ai Rettori di mantenere i contratti indispensabili per le scuole di specializzazione. Crediamo che esistano i margini per una soluzione politica ed economica della vertenza>>.

Specializzandi, fumata nera in bilico i 60 posti regionali

La "partita" dei futuri specializzandi in Medicina resta aperta. E la protesta degli studenti non si placa anche perchè da Palermo non è arrivata la notizia tanto attesa sulla copertura dei posti (una 60 quelli stimati in aggiunta ai 143 statali già messi al bando) per il prossimo anno accademico a Catania. In sede di approvazione di Finanziaria regionale, l'Ars ha infatti bocciato il maxi-emendamento che prevedeva- tra le altre centinaia di cose- la copertura entro tre anni del credito pregresso delle tre Università nei confronti della Regione. E' stato approvato soltanto l'emendamento di tre milioni di euro, presentato dopo un voto all'unanimità della commissione Sanità e servizi sociali all'Ars. Cosa significa tutto ciò in termini pratici? L'Università di Catania, creditrice di 6,6 milioni di fondi regionali per l'attivazione delle borse negli anni accademici precedenti, non avrà certezze sul rientro di questi fondi. E quindi basandosi soltanto sui 3 milioni ( da dividere fra gli specializzandi in Medicina di tutt'e tre gli Atenei siciliani) e calcolando che uno studente al primo anno di specializzazione costa in media 26 mila euro, i posti regionali potrebbero suubire una riduzione anche del 50 %. "A nostro avviso- afferman Salvatore Di Leo e gregorio Lo Giudice ( Commissione Giovani medici Ordine di Catania)- è un pessimo segnale per il futuro di centinai di giovani medici.Tenuto conto del credito pregresso, è prevedibile, come già hanno annunciato, che le Università Siciliane utilizzino parte dei 3 milioni per coprire parte del credito vantato e soltanto una parte per poter finanziare nuovi contratti regionali aggiuntivi per le specializzazioni". La conseguenza di questo ragionamento: per poter sapere il numero preciso dei contratti regionali messi a bando, bisognerà aspettare l'esito dell'incontro che ci sarà tra i tre Rettori e l'Assessore regionale alla Salute. " Noi- anticipano gli studenti specializzandi- ripropporremmo la questione in sede di tavolo tecnico, dove avevamo fatto proposta in tema di distribuzione e finanziamento dei contratti regionali che tenesse conto del reale fabbisogno di medici specialisti della nostra Regione".

Mario Barresi



Tabelle: sede e orari prova scritta ed esami utili 2011

Tabelle sede e orari prova scrita ed esami utili per il bando di ammissione alle scuole di specializzazione mediche, a.a. 2010/2011

Tabelle: sede e orari prova scritta ed esami utili


Specializzazione con finanziamento privato.

Una società, una ditta, un ente, un privato ecc che intenda finanziare un contratto per le Scuole di Specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dovrà presentare una lettera di intenti ( allegato 1) con le seguenti modalità:

- La proposta di finanziamento dovrà essere presentata entro il 5.05.2010;

- Il costo del contratto è di Euro 25.000,00 per i primi due anni e di Euro 26.000,00 per gli anni successivi. Tale costo viene maggiorato di Euro 22.700 ( parte fissa) qualora si verifichi nel percorso formativo finanziato, l’assenza, fino ad un anno, per malattia o gravidanza ( comma 5 dell’art. 40 del D. Leg.vo 368/99); 
 
Congiuntamente alle proposte di finanziamento, entro e non oltre il termine di cui sopra, dovranno essere presentate: 
 
- la relativa convenzione che formalizza l’impegno del finanziatore;
 
- copia dell’avvenuto versamento per l’intero importo di durata della Scuola in un’unica soluzione anticipata oppure l’accensione di idonea fideiussione bancaria e/o assicurativa, a spese e cura dello stesso ente, a garanzia degli oneri delle successive annualità del contratto di formazione specialistica, qualora il versamento dell’importo globale del finanziamento verrà effettuato annualmente; in tale ultimo caso, il versamento dell’importo del finanziamento relativo al primo anno di corso, dovrà essere effettuato in una unica soluzione dopo l’avvenuta autorizzazione ministeriale del relativo posto, mentre il versamento delle somme occorrenti per finanziare il posto per gli anni accademici successivi dovrà essere effettuato entro il 15 maggio di ciascun anno, pena la decadenza della proposta medesima;

La Responsabile
R.Scalisi

Avviso: Finanziamento privato
Convenzione finanziamento privato

Informativa sul diritto di riservatezza

Il diritto di riservatezza prevede che la raccolta ed il trattamento di dati personali di qualsiasi tipo in  banche dati, sia elettroniche sia cartacee, deve essere preceduto dalla prescritta informativa alla persona alla quale i dati si riferiscono. I dati personali forniti o altrimenti connessi alla carriera universitaria, formeranno oggetto di trattamento, nel rispetto della normativa sopra richiamata, oltre che delle altre leggi vigenti e degli obblighi di
riservatezza cui è ispirata l'attività del nostro Ateneo.

File pdf Informativa ai sensi dell'art.13 del D. Leg.vo 30 giugno 2003, n. 196

Bando Scuola di Specializzazione 2011

Sono aperti i termini per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso per l’ammissione al primo anno delle scuole di specializzazione riservate ai laureati in Medicina e chirurgia indicate di seguito negli elenchi a) e b), per le quali l’Università di Catania è rispettivamente sede autonoma ovvero sede capofila secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in accordo con il Ministero della Salute che, per alcune Scuole, ha provveduto a costituire un’aggregazione tra scuole presenti in Atenei diversi, designando l’Ateneo di Catania quale sede capofila e pertanto quale sede del relativo concorso di ammissione.



Ammissione Scuole di Specializzazioni

Ammissione - Scuola di Specializzazione

Articolo 5 - Valutazione titoli

1. La commissione ha a disposizione 100 punti dei quali:
60 per la valutazione della prova scritta
15 per la prova pratica
7 per il voto di laurea
18 per il curriculum degli studi universitari.

La valutazione del curriculum e del voto di laurea avviene in conformita' ai seguenti criteri:

a) voto di laurea - max 7 punti
per voto di laurea inferiore a 100: punti 0
per ciascun punto da 100 a 109: punti 0,45
per i pieni voti assoluti: punti 6
per la lode: punti 7

b) curriculum - max 18 punti
b.1) esami - max 5 punti
Gli esami utili per la valutazione, in numero di 7, sono scelti dal consiglio della scuola tra i corsi integrati in statuto e indicati nel bando, con punteggio cosi' attribuibile:
per ogni esame superato con voti da 27 a 29/30: punti 0,25
per ogni esame superato con la votazione di 30/30: punti 0,50
per ogni esame superato con lode: punti 0,75

b.2) qualità e attinenza della tesi alla tipologia di specializzazione - max 7 punti
nessuna/scarsa attinenza (in base alla qualita): fino a punti 3
attinenza medio/alta (in base alla qualita): fino a punti 7

b.3) attivita' elettive, o equipollenti certificate secondo le modalita' previste dai singoli atenei/strutture didattiche, attinenti la tipologia di specializzazione svolte all'interno del percorso
formativo del corso di laurea: max 3 punti
per ogni attività elettiva: fino a punti 1

b.4) pubblicazioni a stampa, o lavori in estenso che risultano accettati da riviste scientifiche attinenti la specializzazione – max 3 punti
ogni pubblicazione o lavoro in extenso: fino a punti 0,50

2.

3. Sono ammessi alla scuola di specializzazione coloro che, in relazione al numero dei posti disponibili, si siano collocati in posizione utile nella graduatoria compilata sulla base del punteggio
complessivo riportato. La scuola garantisce la comunicazione dei risultati entro i 15 giorni successivi alle prove stesse. In caso di parità di punteggio è ammesso il candidato con la media di voti riportati, nei corsi integrati, più elevata (fino alla seconda cifra decimale), in caso di ulteriore parità viene preso in esame il voto di laurea.

4. Con il decreto ministeriale di assegnazione delle borse di studio é altresì indicata la data di inizio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione.

Non possono essere presi in considerazione lavori dattiloscritti o in corso di stampa non ancora accettati da riviste scientifiche. Il giudizio relativo ai punti b2 e b3 deve essere motivato. Le frazioni di punto non previste nel presente regolamento non sono ammesse.

Petizione per il Ripristino dei contratti per le scuole di specializzazione

IL SITO PER ADERIRE: Firma la Petizione


Vi sollecitiamo a partecipare solerti alla nostra nuova iniziativa. A seguito delle recenti decisioni assunte dalla Regione Sicilia e dai Rettori delle Università Siciliane - che hanno concordato per una destinazione al 50% delle risorse così da finanziare sia la stipula dei nuovi contratti per le scuole di specializzazione e sia il ripianamento del debito pregresso della regione nei confronti dell'Università - noi abbiamo deciso di essere fedeli al nostro impegno.
La nostra prossima mossa è la promozione di una raccolta firme al fine di mostrare alle istituzioni che restiamo fermi nell'agire per il conseguimento e la garanzia dei nostri diritti ex D. Lgs 368/99. Ciò che chiediamo è che la Regione Sicilia adempia progressivamente al ripianamento del debito nei confronti dell'Università di Catania. Qualora si dovesse evidenziare che la stessa non abbia una tale disponibilità economica o non manifesti la necessaria volontà ad assolvere al suo debito, chiediamo ai Rettori di mantenere per tutti i prossimi A.A. i contratti indispensabili per le scuole di specializzazione. Cogliamo anche l'occasione per dirvi che, con piacevole sorpresa, abbiamo riscontrato di non essere noi soli studenti ad impegnarci in difesa dei nostri diritti, ma nelle nostra battaglia siamo affiancati ed appoggiati dal prof. Signorelli che ringraziamo per l'impegno.
Vi esortiamo a diffondere il contenuto di questa lettera ai nostri colleghi, agli studenti di medicina e chirurgia, a chi deve quest’anno proverà il concorso di ammissione alle scuole di specializzazione di area medica, alle nostre famiglie, ai nostri professori e a tutti coloro che vogliono mostrarci la loro vicinanza.

Appello agli ospedali dei giovani medici «Dicano in cosa è meglio specializzarsi»

In questi giorni si stanno preparando ai quiz di giugno. I giovani medici sono riusciti ad ottenere, in corner, la pubblicazione dei bandi per accedere alle scuole di specializzazione per medicina e chirurgia. Un risultato tutt’altro che scontato, arrivato dopo fiumi di proteste e dopo la minaccia di una mobilitazione davanti alle università. Mobilitazione revocata all’ultimo momento.
Ora, è vero, gli aspiranti medici hanno il loro concorso ma i problemi sono tutt’altro che finiti. Per questo l’associazione Giovani medici lancia un appello agli ospedali: «Non usateci come tappabuchi, noi vogliamo diventare dei bravi dottori». Tappabuchi, sì. Perché tanti camici bianchi esordienti passano tre mesi in un reparto, altri sei in un altro.
Poi decidono di andare all’estero o di ripiegare sulle cliniche private. Il motivo? Guadagnano troppo poco, tirano avanti con borse di studio spesso risicate e cambiano azienda ospedaliera nella speranza di veder aprirsi qualche spiraglio professionale in più. Sognando il tanto desiderato contratto.
«Per sbloccare questa situazione - spiega Martino Massimiliano Trapani, vicepresidente dei Giovani medici - proponiamo di suddividere il periodo della specializzazione in due fasi: i primi tre anni regolati da un contratto di formazione, come avviene già adesso, e gli ultimi due anni regolati da un regolare contratto di assunzione in ospedale».
Una proposta troppo ottimistica? Forse. «Ma così - aggiunge Trapani, specializzando in Igiene e sanità pubblica - risolveremmo anche il problema del turn over e ci sarebbe un reale passaggio delle consegne tra i medici vicini alla pensione e quelli all’inizio della professione». Nei prossimi dieci anni infatti i guru della medicina appenderanno il camice al chiodo e nelle corsie ospedaliere si registrerà paradossalmente una carenza di personale. «Ci siamo noi - fanno presente gli specializzandi - non lasciateci precari a vita». Alla luce di questo scenario, i medici esordienti chiedono anche maggior programmazione da parte delle università. Che significa: accessi a numero chiusi ragionati in base alle esigenze dei reparti e una formazione più pratica nelle scuole di specializzazione. In questo modo si potrà far fronte alla carenza di medici in alcuni settori: pediatria, radiologia, anestesia.
Il gruppo di specializzandi sta anche cercando di fare una sorta di censimento on line: un questionario, disponibile sul portale www.giovanemedico.it, che tutti i medici in erba potranno compilare. Servirà a fare una fotografia, regione per regione, della situazione. Aiuterà a capire quanti precari ci sono, quali sono le specializzazioni che vanno per la maggiore e quelle invece che tra qualche anno avranno problemi di personale. «In base ai dati raccolti da qui a luglio - spiega Trapani - formuleremo delle proposte alle istituzioni e per la prima volta si potranno evidenziare le criticità di accesso al mondo del lavoro, con tanto di numeri». 


«Medicina e i bandi per le scuole di specializzazione»

Da "La Sicilia" del 13 Aprile 2011

Approfitto dello spazio concesso dal nostro Quotidiano "La Sicilia" per portare a conoscenza dei lettori che i bandi di concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione dell'area medica, riguardanti il nostro Ateneo, contengono due errori gravi. Primo errore: fra i requisiti per la partecipazione al concorso è stato inserito un articolo emendato dal Parlamento con una formulazione non approvata dal legislatore perché chiaramente anticostituzionale. "Ai sensi di quanto disposto dall'art. 18, co. 1, lett. c) legge 240/2010, non saranno ammessi al concorso i candidati che si trovino in relazione di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore di prima o di seconda fascia appartenente alla facoltà di Medicina e chirurgia ovvero con il rettore o con un componente del Consiglio di amministrazione dell'Ateneo. Pertanto, il candidato deve dichiarare, a pena di esclusione, ai sensi dell' art. 47 del D.P.R.28.12.200 n. 445 di non trovarsi in relazione di parentela o di affinità fino al quarto grado compreso, con un professore di prima o di seconda fascia appartenente alla facoltà di Medicina e chirurgia nè con il rettore nè con alcun componente del Consiglio di amministrazione dell' Università degli studi di Catania." La legge 240/2010 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, invece, afferma:….. "In ogni caso, ai procedimenti per la chiamata, di cui al presente articolo, non possono partecipare coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata ovvero con il rettore, il direttore generale o un componente del consiglio di amministrazione dell'ateneo;" Secondo errore: L'articolo 18 citato, nella legge, si trova inserito, nel titolo III riguardante le "norme in materia di personale accademico e riordino della disciplina concernente il reclutamento". In ogni caso, quindi, i concorsi per l'ammissione alla frequenza delle scuole di specializzazione, poiché sono strutture di formazione, non riguardano il reclutamento così come correttamente interpretato da tutti i Rettori delle Università del nostro Paese che non hanno fatto alcun riferimento a questo articolo. Mi auguro che il Magnifico Rettore, per il principio dell'autotutela, cancelli dal bando il citato articolo senza attendere che sia cassato dalla Magistratura con aggravio di spese e offuscamento dell'immagine del nostro Ateneo.

Risponde il dirigente dell'Area dei rapporti istituzionali e con il territorio dell'Università di Catania, avv. Rosanna Branciforte: "Con riferimento alla clausola del bando di concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione dell'area medica, che non ammette al concorso "i candidati che si trovino in relazione di parentela o di affinità fino al quarto grado compreso con un professore di prima o di seconda fascia appartenente alla facoltà di Medicina e chirurgia ovvero con il rettore o con un componente del Consiglio di amministrazione dell'Ateneo", si fa presente che la legge n. 240 del 30 dicembre 2010 ed in particolare l'art. 18, comma 1, lett. c, è norma di legge dello Stato, approvata dal Parlamento, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2011, entrata in vigore il 29 gennaio 2011 e, tra l'altro, immediatamente applicabile ed operativa. L'autore della missiva non solo dimentica quanto sopra, ma non ha neanche tenuto conto del fatto che la lettera c), 1 comma, dell'art. 18 applica i criteri di cui alla lettera b), anche nel caso di "…conferimento degli assegni di ricerca di cui all'articolo 22 e alla stipulazione dei contratti di cui all'articolo 24 e di contratti a qualsiasi titolo erogati dall'ateneo". In tal senso, si precisa che, su richiesta dell'Ateneo catanese, l'Avvocatura distrettuale dello Stato di Catania, nell'esprimere un parere sull'argomento, ha sottolineato come, anche in relazione alla ratio della legge, occorre includere nelle ipotesi di cui alla lettera c), 1 comma, dell'art. 18, tutte le tipologie di rapporti nei quali, a fronte di un'attività di ricerca, studio, collaborazione o lavoro specializzante, scaturisca comunque l'obbligo per l'Università di corrispondere al privato una borsa di studio o un contributo economico diversamente denominato, non consentendo, pertanto, per tali ipotesi, la partecipazione a coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura interessata ovvero con il rettore, il direttore generale o un componente del consiglio di amministrazione dell'ateneo. Comunque, proprio per ottenere un'uniforme interpretazione ed un'univoca applicazione della legge, si comunica che l'Ateneo, con nota prot. 19308 del 28/3/2011, ha già avviato l'iter procedurale presso il MIUR, come, d'altronde, suggerito dalla stessa Avvocatura distrettuale dello Stato".

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Scuole di Specializzazione in Medicina Anno 2010/2011

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